Ho sempre nutrito pochissima stima per gli esseri umani, perchè, come ho già scritto su altri post, fatico a comprendere la cattiveria della gente.
Mi sono sempre sentito profondamente diverso da tutti.
Diverso in quelli che sono i miei pensieri, diverso in quello che è il mio modo di vivere.
Ho sempre cercato di dare tanto a tutti e, in cambio, normalmente ho sempre ricevuto solo belle inculate.
Così, col passare degli anni, inculata dopo inculata è scattato il mio salvavita personle.
Sono diventato più acido, più attento a non scoprirmi troppo e infinitamente più solitario.
Mi sono chiuso nella mia piccola stanza e ho lasciato il mondo al di fuori di essa.
Una piccola sfera di cristallo, dove poter vivere serenamente, solo con i miei sogni e la mia musica.
Una sorta di situazione da eremita volontario, triste e pazzesca, ma di cui non posso più farne a meno.
Una infernale situazione che mi fa sentire protetto.
Sono un eremita che evita qualsiasi tipo di contatto, solo per evitare di dover soffrire ancora.
Questo perchè, sento che se dovesse capitare di nuovo, il mio cuore non lo reggerebbe.
Ho comprato il computer alcuni mesi fa.
L'ho comprato perchè mi sono reso conto che questo mio essere sempre solo mi stava portando pericolosamente sull'orlo della follia.
L'ho comprato per poter comunicare con le persone e contemporaneamente rimanere all'interno della mia sfera di protezione e per scoprire di nuovo al di fuori della mia stanza, l'esistenza di un mondo bello e emozionante, al contrario di come, da troppo tempo, lo vedono i miei occhi.
In chat ho conociuto livelli allucinanti di maleducazione, tanto pressapochismo, ma anche persone veramente speciali.
Con molte di quelle sono diventato amico.
Di una, non lo nego, ho pensato pure di essere innamorato.
Ma è bastato questo pensiero, per fare scattare in me, quel qualcosa di incontrollabile e incomprensibile, che mi fa fuggire di fronte alle situazioni belle.
Ed è un fuggire da situzioni che, in quanto speciali, mi fanno sentire vulnerabile e quindi, inconsciamente, reputo potenzialmente pericolose.
La cosa che ho scoperto ieri sera, cioè il furto del mio account Messenger mi ha lasciato sconvolto,
Sconvolto nel pensare che possano esistere persone capaci di fare cose del genere, ma sopratutto, profondamente rattristato dal fatto di non avere la possibilità di avvisare tutti i miei contatti, mentre, il figlio/a di puttana che ha in mano il mio account è libero/a di scorrazzare a destra e manca ed offendere quelli che sono miei amici ed amiche importanti, a cui tenevo come ad un piccolo tesoro.
Non sono riuscito a chiudere occhio ed ho avuto crampi allo stomaco per tutta la notte.
Questa mattina, in preda al disgusto totale, ho deciso di privarmi del pc.
Andrò più tardi al negozio dove l'ho acquistato e, se riuscirò a farmelo pagare un prezzo accettabile lo lascierò la.
Per sempre.
E forse tornerò a chiudermi nella mia piccola stanza, con la mia solitudine e i miei atroci pensieri a farmi compagnia.
Non potrò mai competere con il mondo.
Non potrò mai competere con la cattiveria del mondo, con le ingiustizie e con questo mio senso di non appartenenza.
Forse, nel mio destino è scritto che io debba sempre vivere in eterno combattimento con tutti, con la vita e con me stesso.
Ma, oramai, sono davvero stanco anche di combattere.
Troppo stanco.
Mi sono sempre sentito profondamente diverso da tutti.
Diverso in quelli che sono i miei pensieri, diverso in quello che è il mio modo di vivere.
Ho sempre cercato di dare tanto a tutti e, in cambio, normalmente ho sempre ricevuto solo belle inculate.
Così, col passare degli anni, inculata dopo inculata è scattato il mio salvavita personle.
Sono diventato più acido, più attento a non scoprirmi troppo e infinitamente più solitario.
Mi sono chiuso nella mia piccola stanza e ho lasciato il mondo al di fuori di essa.
Una piccola sfera di cristallo, dove poter vivere serenamente, solo con i miei sogni e la mia musica.
Una sorta di situazione da eremita volontario, triste e pazzesca, ma di cui non posso più farne a meno.
Una infernale situazione che mi fa sentire protetto.
Sono un eremita che evita qualsiasi tipo di contatto, solo per evitare di dover soffrire ancora.
Questo perchè, sento che se dovesse capitare di nuovo, il mio cuore non lo reggerebbe.
Ho comprato il computer alcuni mesi fa.
L'ho comprato perchè mi sono reso conto che questo mio essere sempre solo mi stava portando pericolosamente sull'orlo della follia.
L'ho comprato per poter comunicare con le persone e contemporaneamente rimanere all'interno della mia sfera di protezione e per scoprire di nuovo al di fuori della mia stanza, l'esistenza di un mondo bello e emozionante, al contrario di come, da troppo tempo, lo vedono i miei occhi.
In chat ho conociuto livelli allucinanti di maleducazione, tanto pressapochismo, ma anche persone veramente speciali.
Con molte di quelle sono diventato amico.
Di una, non lo nego, ho pensato pure di essere innamorato.
Ma è bastato questo pensiero, per fare scattare in me, quel qualcosa di incontrollabile e incomprensibile, che mi fa fuggire di fronte alle situazioni belle.
Ed è un fuggire da situzioni che, in quanto speciali, mi fanno sentire vulnerabile e quindi, inconsciamente, reputo potenzialmente pericolose.
La cosa che ho scoperto ieri sera, cioè il furto del mio account Messenger mi ha lasciato sconvolto,
Sconvolto nel pensare che possano esistere persone capaci di fare cose del genere, ma sopratutto, profondamente rattristato dal fatto di non avere la possibilità di avvisare tutti i miei contatti, mentre, il figlio/a di puttana che ha in mano il mio account è libero/a di scorrazzare a destra e manca ed offendere quelli che sono miei amici ed amiche importanti, a cui tenevo come ad un piccolo tesoro.
Non sono riuscito a chiudere occhio ed ho avuto crampi allo stomaco per tutta la notte.
Questa mattina, in preda al disgusto totale, ho deciso di privarmi del pc.
Andrò più tardi al negozio dove l'ho acquistato e, se riuscirò a farmelo pagare un prezzo accettabile lo lascierò la.
Per sempre.
E forse tornerò a chiudermi nella mia piccola stanza, con la mia solitudine e i miei atroci pensieri a farmi compagnia.
Non potrò mai competere con il mondo.
Non potrò mai competere con la cattiveria del mondo, con le ingiustizie e con questo mio senso di non appartenenza.
Forse, nel mio destino è scritto che io debba sempre vivere in eterno combattimento con tutti, con la vita e con me stesso.
Ma, oramai, sono davvero stanco anche di combattere.
Troppo stanco.
postato da: Bluesmaster alle ore 07:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:parole, amore, donne, arte, sentimenti, mondo, uomini, sesso, lettura, trasgressione, vita persone musica giudizi
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