giovedì, 24 aprile 2008
Credo, sicuramente non a torto, che ci sia una errata percezione da parte della nostra classe politica, di quella che è la vera situazione della povertà in Italia.
Questo fa si che non sia possibile, per chi ci governa e o per chi lo farà negli anni futuri (siano essi di destra o sinistra), mettere in campo leggi che riescano veramente a tutelare i ceti più deboli, senza che ci si perda sempre in un mare di parole inutili e di buoni propositi che puntualmente sono destinati a rimanere soltanto parole gettate al vento.
Pregherei tutti i nostri politici (che ricordo, sono uomini da decine di migliaia di euro al mese di stipendio, benefit a parte) di leggere l'articolo che è apparso sulla Stampa ieri e che parlava della triste realtà di tante donne costrette a prostituirsi per riuscire a dare da mangiare ai propri figli.
Realtà allucinante che non sta capitando in Sudafrica, ma soprattutto nelle nostre grandi città, come Torino, Roma o Milano.
Pregherei gli uomini di potere, di leggere per bene quell'articolo, di pensare per un attimo alla loro famiglia e di mettersi davvero una mano sul cuore una volta per tutte, per cercare di risolvere in tempi brevi quello che è diventato il nostro problema più grande.
La dignità di una persona è inviolabile e dovrebbe sempre essere garantita dallo Stato democratico in cui si vive.
Finita la dignità per un essere umano è finita la vita stessa.
Perchè non può (e non deve) esistere vita senza dignità.
postato da: Bluesmaster alle ore 16:54 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   28 Aprile 2008 - 21:03
 
Ti ringrazio per avermi dato lo spunto per pensare al grande valore di mia madre, che ha avuto una vita dura, dura, veramente dura, e se avesse voluto prostituirsi ne avrebbe avuto ben donde, invece, mi ha insegnato la dignità sopra ogni cosa, e si è fatta un mazzo tanto, riuscendo a fare diplomare me e mio fratello, e portando serenamente alla fine del cammino suo marito, malato, senza farci mai mancare il necessario, e senza abbassare mai la testa nè la guardia. Per un certo periodo siamo stati poveri, e veramente poco tutelati. Ma, secondo me, non è lo Stato che deve garantire la dignità, è la dignità delle persone messe alla prova dalla vita, che dovrebbe far vergognare la classe dirigente di un Paese individualista, dove ognuno pensa ad arraffare più che può. Non mancano le leggi, manca la coscienza.
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#2   28 Aprile 2008 - 21:35
 
bel commento.
brava.
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