giovedì, 31 agosto 2006
Da La Repubblica di oggi, giovedi.
Il New York Times ha diffuso il video chock della tortura inflitta ad una ragazza cecena (accusata dal marito di adulterio) dai reparti speciali filo russi.
Cito testualmente parte dell'articolo.
...Malika viene mostrata mentre è costretta a spogliarsi e ad inginocchiarsi di fronte ai suoi aguzzini.
Un agente le rasa i bei capelli castani e le taglia le sopracciglia.
La peluria restante viene tinta di verde, colore simbolo dell'Islam e della bandiera della guerriglia cecena.
Una croce, sempre verde, le viene dipinta in mezzo alla fronte.
I poliziotti parlano in ceceno, pestano e ridono.
Le annunciano: "ora ricevi la punizione di Allah"
Uno, in russo, le grida "puttana".
Un altro le intima di chinarsi, per consentirgli di bastonarla sul sedere "più comodamente".
Il volto di Malika appare tumefatto, gli occhi spenti.
Il video la riprende più tardi, mentre viene fatta rivestire ed è condotta nel cortile della casa del marito.
Qui, con il capo color smeraldo e la croce dell'infamia in fronte, la costringono a ballare la lezginka (tradizionale danza caucasica) sotto gli occhi di passanti e vicini di casa.
Una pubblica condanna a morte, in Cecenia, dove le donne accusate di adulterio vengono emarginate, uccise dai fratelli o costrette a diventare le kamikaze dei guerriglieri.
Le ultime immagini mostrano Malika presa a calci per strada dai poliziotti, che le colpiscono schiena e ventre con gli scarponi.
Da quel momento nessuno ha più visto la ragazza....

Nessun commento da parte mia.
Solo una terribile vergogna di chi sente ogni giorno di più, di non appartenere ai propri simili.
martedì, 29 agosto 2006
Dopo una mattinata di lavoro, grazie all'aiuto, alla pazienza ed alla grande competenza tecnica di un mio grandissimo ed insostituibile amico, sono riuscito a rientrare in possesso di tutti i miei contatti msn.
Ho installato un firewall che dovrebbe essere quasi inviolabile, nella speranza che non si possano ripetere in futuro furti come quello che ho subito ieri.
Desidero ringraziarlo ufficialmente per tutto ciò che ha fatto per me e contemporaneamente ringrazio anche tutte quelle persone che ieri, capendo il mio disagio per tutto ciò che stava capitando, mi sono state vicine e mi hanno fatto sentire la propria presenza.
Io non dimentico e prima o poi riuscirò a sdebitarmi con tutti quanti.
Grazie ragazzi/e!!!
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martedì, 29 agosto 2006
Ho sempre nutrito pochissima stima per gli esseri umani, perchè, come ho già scritto su altri post, fatico a comprendere la cattiveria della gente.
Mi sono sempre sentito profondamente diverso da tutti.
Diverso in quelli che sono i miei pensieri, diverso in quello che è il mio modo di vivere.
Ho sempre cercato di dare tanto a tutti e, in cambio, normalmente ho sempre ricevuto solo belle inculate.
Così, col passare degli anni, inculata dopo inculata è scattato il mio salvavita personle.
Sono diventato più acido, più attento a non scoprirmi troppo e infinitamente più solitario.
Mi sono chiuso nella mia piccola stanza e ho lasciato il mondo al di fuori di essa.
Una piccola sfera di cristallo, dove poter vivere serenamente, solo con i miei sogni e la mia musica.
Una sorta di situazione da eremita volontario, triste e pazzesca, ma di cui non posso più farne a meno.
Una infernale situazione che mi fa sentire protetto.
Sono un eremita che evita qualsiasi tipo di contatto, solo per evitare di dover soffrire ancora.
Questo perchè, sento che se dovesse capitare di nuovo, il mio cuore non lo reggerebbe.
Ho comprato il computer alcuni mesi fa.
L'ho comprato perchè mi sono reso conto che questo mio essere sempre solo mi stava portando pericolosamente sull'orlo della follia.
L'ho comprato per poter comunicare con le persone e contemporaneamente rimanere all'interno della mia sfera di protezione e per scoprire di nuovo al di fuori della mia stanza, l'esistenza di un mondo bello e emozionante, al contrario di come, da troppo tempo, lo vedono i miei occhi.
In chat ho conociuto livelli allucinanti di maleducazione, tanto pressapochismo, ma anche persone veramente speciali.
Con molte di quelle sono diventato amico.
Di una, non lo nego, ho pensato pure di essere innamorato.
Ma è bastato questo pensiero, per fare scattare in me, quel qualcosa di incontrollabile e incomprensibile, che mi fa fuggire di fronte alle situazioni belle.
Ed è un fuggire da situzioni che, in quanto speciali, mi fanno sentire vulnerabile e quindi, inconsciamente, reputo potenzialmente pericolose.
La cosa che ho scoperto ieri sera, cioè il furto del mio account  Messenger mi ha lasciato sconvolto,
Sconvolto nel pensare che possano esistere persone capaci di fare cose del genere, ma sopratutto, profondamente rattristato dal fatto di non avere la possibilità di avvisare tutti i miei contatti, mentre, il figlio/a di puttana che ha in mano il mio account è libero/a di scorrazzare a destra e manca ed offendere quelli che sono miei amici ed amiche importanti, a cui tenevo come ad un piccolo tesoro.
Non sono riuscito a chiudere occhio ed ho avuto crampi allo stomaco per tutta la notte.
Questa mattina, in preda al disgusto totale, ho deciso di privarmi del pc.
Andrò più tardi al negozio dove l'ho acquistato e, se riuscirò a farmelo pagare un prezzo accettabile lo lascierò la.
Per sempre.
E forse tornerò a chiudermi nella mia piccola stanza, con la mia solitudine e i miei atroci pensieri a farmi compagnia.
Non potrò mai competere con il mondo.
Non potrò mai competere con la cattiveria del mondo, con le ingiustizie e con questo mio senso di non appartenenza.
Forse, nel mio destino è scritto che io debba sempre vivere in eterno combattimento con tutti, con la vita e con me stesso.
Ma, oramai, sono davvero stanco anche di combattere.
Troppo stanco.
lunedì, 28 agosto 2006
Questa sera ho scoperto che mi è stato rubato il mio account per Messenger.
Mi hanno pure cambiato la password e non riesco più ad entrare ed avere accesso ai miei contatti.
Ho prontamente avvisato tutte le persone di cui avevo il numero telefonico, ma per molte altre mi è impossibile contattarle in alcun modo.
Chiunque legga questo post ed abbia il mio contatto Messenger, è pregato di cancellarlo e comunque, ignorare qualsiasi tipo di messaggio possa ricevere a nome mio.
Mi scuso con tutti per ogni possibile incomprensione che ne possa nascere.

Profondamente dispiaciuto, per una cosa indipendente dalla mia volontà.
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lunedì, 28 agosto 2006
Ancora riesco a stupirmi di fronte alle piccole cose.
Alla bellezza di un fiore, al profumo dell'erba, al cinguettare degli uccelli.
Alla stupefacente bellezza della vita, dalla quale mi lascio trafiggere giorno per giorno e nella quale cammino senza tregua, nella costante ricerca del mio destino.
Affascinato e commosso dal potere delle parole e della musica, mi trasformo in canto e suono.
Mi muovo, vibro e respiro con forza il profumo della mia essenza.
Orgoglioso di essere ciò che sono, in questo mio essere vivo e presente.
domenica, 27 agosto 2006
Sono una persona terribilmente complessa e ricca di contraddizioni.
Ogni volta in cui mi guardo dentro, vedo un gran casino e mi viene da paragonare il mio cervello all'interno di una soffitta dove regna il disordine e il caos più assoluto.
Una cozzaglia di pensieri ordinati alla meno peggio e una marea di desideri diametralmente opposti tra loro, che non avrebbero alcun motivo di vivere fianco a fianco, se non nella sfera della mia lucida e creativa follia.
Odio, ad esempio la solitudine, che mi riempie di tristezza.
Cerco di combatterla in tutti i modi, ma poi, mi rendo conto di averne un bisogno immenso.
Quasi fosse un territorio nel quale la mia mente può correre libera, al di sopra di tutti i condizionamenti di cui la vita ci rende schiavi.
Libero di volare alto e di sognare, al di la dei giudizi della gente e dele regole imposte dalla società.
Sono uno spirito artistico, forse mediocre o forse geniale.
Non potrò mai conformare la mia persona a quelli che sono gli standard imposti dalla vita moderna.
Sono un uomo che vive fuori dal tempo.
Orgoglioso di essere complesso e combattuto nella propria complessità.
Bisognoso del calore e del contatto umano, ma, contemporaneamente desideroso di tenermi a debita distanza da tutti, quasi che, nelle persone vedessi sempre una minaccia al mio essere particolare e scorgessi in tutti, un desiderio di cambiarmi a proprio piacere.
Questo è il mio salvavita.
Una condizione che dovrei imparare a mediare ma che di fatto, fatico a gestire, in quanto troppo radicata nel profondo della mia anima.
E continuo a combattere con me stesso.
Giorno dopo giorno....
sabato, 26 agosto 2006
Una carissima amica mi ha pregato di pubblicare il link che permette di scaricare la lettera di protesta da inviare alla regione Piemonte, a riguardo dell'abbattimento dei caprioli.
Io ne prendo atto e lo pubblico con gioia:
http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/modello_Piemonte_caprioli.rtf
Ringrazio la mia amica per la sua presenza su un tema tanto sentito e tutti coloro che vorranno rendersi parte attiva di una battaglia giusta.
Il rispetto per la natura e gli animali è un dovere di tutti.
sabato, 26 agosto 2006
Purtroppo, come largamente preannunciata, è iniziata la crudele mattanza dei caprioli in Piemonte.
A nulla sono valse le proteste degli animalisti e le numerose raccolte di firme lungo tutta la penisola.
Ancora una volta, una logica folle e spietata ha prevalso sulla ragione.
Ancora una volta, madre natura deve pagare un prezzo altissimo agli esseri umani.
Vorrei che qualcuno, me ne spiegasse il motivo.
Io sono un animalista convinto e per questo nutro un odio infinito nei confronti dei cacciatori.
Penso che dietro chi prova piacere nell'uccidere un animale, ci sia sempre una mente esageratamente contorta e intrisa di pazzia.
Vorrei sapere come può un essere disumano (e qui non si sta parlando di esseri umani, ma di bestie più bestie di quelle a cui danno la caccia), guardare negli occhi una preda e poi avere la forza di premere il grilletto e di spezzare una vita.
Magari la natura potesse ribellarsi a tutte queste violenze assurde, aprendo un baratro sul terreno e inghiottendo tutti quanti i cacciatori con le loro armi del cazzo.
Sai che liberazione!!!
E che bello se  al posto di poveri animali indifesi, ci fossero tutti i loro figli a fare da bersaglio.
Vedrete che le cose cambierebbero alla svelta e il sottoscritto ne sarebbe assai felice.
Il problema è che l'uomo, erroneamente considerato essere intelligente, si crede padre padrone della natura, col diritto di violentarla e manipolarla a proprio piacimento, ma, dimentica troppo spesso che della natura che uccide giorno per giorno, è  il figlio.
Le Corbusier, famoso architetto e designer diceva: "L'uomo potrà sforzarsi infinitamente per progettare e  costruire cose meravigliose, ma non riuscirà mai a ricreare l'assoluta bellezza e perfezione di un albero."
La natura è infinitamente magica e spettacolare.
La cattiveria dell'uomo infinitamente grande.
Questo è un motivo in più per vergognarmi di appartenere, mio malgrado, alla specie umana.




venerdì, 25 agosto 2006
Tra poco dovrei riprendere a fare concerti con la mia band.
Il mio superlativo batterista, rientrerà dal tour estivo che lo ha tenuto lontano da casa per diversi mesi e finalmente, una volta ritrovata la nostra splendida dimensione, potremo ricominciare a demolire alcuni locali in giro per la penisola, al ritmo indivolato della nostra musica.
A tale proposito, questa mattina, ho riaperto la custodia del mio basso, con la ferma intenzione di ripassare la scaletta dei brani che compongono il nostro spettacolo e, come spesso mi succede, anzichè suonare, mi sono perso in una marea di pensieri, mentre accarezzavo il mio splendido strumento.
Pensavo a quanto ami la musica e a quanto poco stia suonando in questo periodo.
Questo, per un musicista è una tortura disumana.
Dovrei contattare locali, tornare ad imparare a propormi, ma, sinceramente, dopo tanti anni passati a fare questo, non ne ho più la forza.
O meglio, non ho più la forza di dover discutere con gestori di locali ignoranti e con organizzatori di spettacoli che si credono di norma, le persone più intelligenti del pianeta e che in verità sono molto lontano dall'esserlo.
Stanco di dover sempre chiedere e sentirmi come se ogni volta, stessi chiedendo l'elemosina.
Stanco di dover sentirmi domandare ogni volta quanta gente porto, e di dover ripetere all'infinito che io non porto nessuno, se non quei tre adorabili figli di puttana che sono la mia band e la mia vita.
Avere pubblico nel locale, sono problemi del gestore e non miei.
Ma che assurde pretese ha?
Quanta gente gli porto?
E poi?
Se il suo locale fa pena e non viene un cane, perchè è il posto più sfigato del pianeta, che facciamo?
Finito di suonare, per farci perdonare gli dobbiamo fare pure le pulizie?
O, magari, peggio ancora, metterci a novanta gradi e soddisfare alcune sue voglie particolari?
In Italia, manca purtroppo una cultura musicale.
Le radio che per la maggior parte propongono palinsesti destinati alla massa non aiutano di certo a sviluppare questa cultura.
I locali che guardano sempre e solo al proprio guadagno, si fossilizzano con troppa facilità su proposte di generi commerciali, che aiutino a fare pubblico.
E noi, come tanti altri artisti, rimaniamo un prodotto per pochi.
E questo lasciatemelo dire con un pizzico di orgoglio!!!
Per questo non chiederò più l'elemosina.
Ma, mi siedo e aspetto.
Aspetto che i tempi cambino e che qualcuno si accorga davvero di quanto vale la nostra musica e il nostro lavoro.
Per ora ho riposto il basso nella sua custodia.
Questa mattina non sono uscite splendide note dalle sue corde, ma, sento che presto tornerà a ruggire come io desidero che sia.
giovedì, 24 agosto 2006
Sono rientrato dalle ferie e in questo momento, mi sento preda di un mix alquanto strano di sensazioni piuttosto contraddittorie.
Non so bene come potrei spiegarvelo, ma mi sento triste e felice nello stesso momento.
Triste, perchè vorrei essere dove non sono e in compagnia di chi, ora, non può essere al mio fianco.
Contento, perchè dopo aver inseguito la felicità per una vita intera, senza mai raggiungerla in pieno, mi sono reso conto che per essere felici, davvero felici, basta un pò di sole, una stanzetta microscopica dove riposare e il sorriso contagioso di una persona speciale che  ti faccia compagnia.
E non esiste al mondo ricchezza più grande del poter condividere momenti splendidi, conditi di spiazzante semplicità, con persone davvero uniche.
Le mie ferie al mare sono durate solo quattro giorni, ma, avrò di che ricordarle a lungo.
E non potrò mai farlo senza che sul mio viso si vada a disegnare un sorriso, mentre, con occhi lucidi, cercherò di trattenere a fatica una lacrima.
La vita è davvero una cosa meravigliosa.
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sabato, 19 agosto 2006
Desidero avvisare tutte le persone che regolarmente mi leggono, che da questa sera, andrò al mare, per ritemprare un pò il mio corpo e il mio spirito da un periodo che è stato piuttosto pesante.
Non riuscirò a scrivere nulla fino a venerdi prossimo.
Mi spiace dover abbandonarvi e so già che mi mancherete molto, come mi mancheranno i vostri commenti magnifici,ma, spero che capirete e che tornerete a leggermi con regolarità, come avete sempre fatto finora.
Auguro a tutti e tutte una settimana magnifica.
Vi bacio e vi abbraccio forte.
A venerdi prossimo.
Ciao...
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sabato, 19 agosto 2006
Adoro le persone che sanno sorridere e che lo fanno spesso.
Le considero un pò come una sorta di esseri speciali, dotati di un super potere, ovvero quello di riuscire a fare star bene gli altri.
Un sorriso è una cosa meravigliosa e non costa nulla farlo.
E' un alito di vento caldo capace di scaldare la pelle e il cuore, un raggio di sole che illumina lo sguardo e l'anima, o, più semplicemente, una dolcissima, assoluta ed essenziale forma d'amore.
Bisognerebbe sempre sforzarsi di fare un sorriso.
Quando si avrebbe voglia di sole ed invece il cielo si ostina a rimanere grigio, quando si litiga con la persona che si ama, quando sul lavoro riescono a farti impazzire e, più in generale, quando sembra che la vita ce l'abbia proprio con noi e non riusciamo a capire per quale oscuro motivo, il destino si diverta ad accanirsi contro la nostra persona con tanta perseveranza.
Un sorriso è la vita stessa.
E l'essere umano ne ha bisogno, come del cibo di cui si nutre o dell'acqua di cui si disseta.
La vita è fatta anche di piccole cose.
Minuscole magie capaci di rendere unico ogni momento della nostra vita.
Vi voglio bene...
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venerdì, 18 agosto 2006
Ieri al lavoro, ascoltavo radio RTL 102.5.
La conduttrice del programa, commentava la notizia secondo la quale, un giornalista cattolico che scrive per l'Avvenire, ha appena pubblicato un libro, nel quale si scaglia contro le prediche dei preti in chiesa, considerate a suo parere, troppo lunghe ed estenuanti (a tale proposito, io non posso dire nulla, perchè, non frequentando la chiesa, non ho modo di sottopormi a tale inutile tortura).
Tra i vari commenti che riceveva in diretta dagli ascoltatori, via sms, ne cito uno spettacolare che le è stato inviato da due preti e che recitava come segue:
"Le prediche dovrebbero essere come le minigonne.
Corte, aderenti alla vita e che lascino intravedere il mistero."
E bravi ragazzi!!!
Vuoi vedere che, dopo tanti anni di studi, preghiere e sermoni, hanno capito, (come il sottoscritto felicemente conferma) che il mistero e la divinità, non stanno in cielo, ma poco al di sopra delle cosce di una donna??
It's a wonderful world!
giovedì, 17 agosto 2006
Si dice che Dio abbia creato l'uomo a sua immagine e somiglianza.
Vedendo di cosa è capace l'essere umano, delle crudeltà che riesce a commettere nei confronti dei propri simili e nei confronti degli animali, nel pochissimo rispetto che la gente ha per il prossimo e per tutte le violenze ecologiche regolarmente fatte ai danni del nostro pianeta, troppe volte dettate da assurde leggi di mercato e da folli guadagni, mi viene da pensare che gli sia venuto decisamente male.
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mercoledì, 16 agosto 2006
La musica è una cosa meravigliosa.
Capace di farmi volare lontano, prendendomi per mano, con la grazia e la dolcezza di una amante splendida.
La musica è vita.
E' il battito incessante del mio cuore, il ritmo pulsante del sangue nelle vene, il fremito che scuote il mio corpo e che devasta la mia anima.
La musica è una donna splendida ed esigente.
Capace di dare, tanto, solo a chi è in grado di darle tutto, senza remore e senza pentimenti.
La musica per me è stata tutto.
E stato amore al primo ascolto, desiderio incontrollabile, fluido magnetico che accompagna ogni momento della mia vita.
Ho sempre suonato con tutto il mio cuore ed ho dato tutto me stesso, senza avere nulla da dimostrare a nessuno.
Mi sono cullato tra le sue braccia di madre e mi sono scaldato al calore del suo corpo.
Ho urlato la mia rabbia, ho combattuto la mia tristezza con la musica e di musica, voglio vivere ogni giorno, fino alla fine dei miei giorni.
La musica è sempre una magia incontrollabile e meravigliosa, perchè è la magia stessa della vita.
Ed io sono vivo.
Vivo e felice.
martedì, 15 agosto 2006
Ho eliminato i post dal titolo "Una giornata atipica" e "Un limite alla decenza" che avevo pubblicato oggi, Martedi 15 Agosto, in quanto, purtroppo, contrariamente alla mia volontà, penso di avere urtato la sensibilità di una persona speciale,a cui tengo moltissimo.
Mi scuso pubblicamentedi tutto quanto scritto.
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lunedì, 14 agosto 2006
Questa notte ho sognato Elisa (nome di fantasia).
L'avevo conosciuta assieme ad una sua amica, al termine di un nostro concerto ed era stato fin troppo facile innamorarmi di lei.
Un grazioso angioletto biondo, con una intelligenza fuori dal comune, una splendida e variegata cpacità di linguaggio e una innnata, incontenibile tendenza a fare sesso,che ne facevano una donna speciale sotto più punti di vista.
Non era particolarmente alta Elisa, ma assolutamente proporzionatissima.
Splendide gambe, fianchi adorabili sui quali avrei voluto morire in ogni momento e incredibili tettine a punta, il tutto corredato da un viso di una bellezza incredibile, esaltato per finire, da uno splendido sorriso.
Sapeva di essere eccitante Elisa e non faceva nulla per nascondere questa sua particolarità.
Anzi, sapeva anche essere terribilmente femminile nel vestire e questo non faceva che esaltare questa sua innata dote.
Le piaceva fare sesso e farlo continuamente.
Questo mi lasciava piacevolmente colpito ogni volta.
Con Elisa ho intavolato le più belle discussioni della mia vita, perchè era una mente aperta e assolutamente collegata, affascinante nel suo essere colta, stupenda nel suo essere viva, avanti anni luce confronto a tantisime altre femmine con cui sono stato.
Sono riuscito a perderla, Elisa, da stupido, così, da un giorno all'altro, come si perdono le monetine da un portafoglio.
Forse perchè ho rifiutato di essere grande quando ne era il momento, forse perchè già da allora, un destino crudele si accaniva con forza e regolarità contro il sottoscritto, privandomi di tutte le cose belle che la vita mi regalava.
Non ho più sentito Elisa, non la sento da non so quanti anni.
Non so nemmeno se è sposata, se abita sempre nello stesso posto o che fa nella vita.
Sono rimasto al suo periodo universitario e al suo lavorare saltuariamente.
Spero che stia bene e che sia felice.
Una persona così, non merita altro che avere tutto dalla vita.
Ben oltre una persona del mio calibro.
A me piace pensarla e sognarla ogni tanto e sperare che un giorno non troppo lontano, possa ripresentarsi ancora una volta alla mia porta con quel suo splendido sorriso di angelo e torni di nuovo a farmi vivere.
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domenica, 13 agosto 2006
Oggi ho corso.
Ho corso come un pazzo.
Ho corso prima in bicicletta poi a piedi.
Ho corso, fino a troncarmi il respiro.
Fino a sentire dolore.
E più sentivo che il cuore stava per scoppiare, più correvo.
Ma, purtroppo ha resistito pure questa volta.
E, sfinito, ho dovuto abbandonarmi alla sua scelta.
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domenica, 13 agosto 2006
Ora esco.
Esco in bici e andrò al bar a farmi un caffè.
Vedrò come sempre, gente eccesivamente rumorosa, contadinotti che sanno solo urlare, anzichè parlare a voce bassa, famigliole tristi con insulsi pargoli scorrazzanti al seguito, pseudo signorotti con luccicanti fuoriserie comprate col leasing, e vecchie donne agghindate come ventenni.
Incontrerò sicuramente qualcuno che mi farà una battuta sul fatto che non mi sono fatto la barba, sul fatto che non esco mai di casa o su come sono vestito.
Dovrò respirare a fondo per non rispondere con un sonoro vaffanculo ed abbozzare un sorriso pacifico.
Se riuscirò a fare questo, inforcherò di nuovo la bici e tornerò nella mia tana, nel giro di pochi minuti.
Ci sono giorni come oggi, in cui desidererei essere l'unico essere umano sul pianeta.
In guerra con tutti e con tutto.
Lo ammetto: sono un misantropo.
Sarà che non riesco ad accettare quella che le persone chiamano normalità.
Sarà perchè, la normalità non mi appartiene.
Sarà perchè, la trovo così piatta, anonima e triste, da arrivare a considerarla peggiore della morte.
Ma, la cosa più assurda è che, a questa insignificante normalità, non riesco a contrapporre nulla.
Nulla, se non un odio infinito.


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sabato, 12 agosto 2006
Spesse volte, mi sento come il vento.
Il vento è una cosa incredibile.
Sfuggente, impalpabile, capace di accarezzarti a lungo e poi scompigliarti in un momento, capace di trafiggere il tuo corpo come una lama, lasciandoti preda di un brivido estenuante.
Silenzioso come un pensiero o eccesivamente rumoroso come un grido, o meglio, come un lamento senza fine.
Un rumore che alle volte diventa insopportabile.
Un rumore da cui vorresti scappare e dal quale è impossibile trovare scampo.
Perchè il vento non lo puoi fermare, non lo puoi deviare.
Puoi solo accettarlo.
Accettarlo e sperare che possa finire presto.
Sperare di non dover più sentire la sua atroce risata.
Spesse volte, mi sento come il vento.
E come il vento mi muovo e mi sposto senza tregua.
Sbatto, trascino la mia vita, i miei pensieri e grido.
Alle volte lo faccio talmente forte da costringerti a portare le mani alle orecchie per non sentirmi.
Troppe volte, in maniera talmente silenziosa da sembrare una semplice brezza.
Spesse volte, mi sento come il vento.
Vorrei essere un alito caldo e piacevole e invece sono solo il soffio violento che preannuncia la tempesta!